Informazioni Utili


La collaborazione è la premessa indispensabile per raggiungere eccellenti risultati. Condividere con i pazienti il risultato di un sorriso piacevole, di denti sani ed una funzione masticatoria ottimale, è la più grande soddisfazione per un ortodontista.

Le fasi della terapia ortodontica

La terapia ortodontica può essere in un unico tempo oppure suddivisa in due fasi. In tal caso la prima fase può iniziare precocemente quando i denti da latte sono ancora presenti. Il fine di tale ciclo è di "intercettare" quelle disarmonie dentali e scheletriche che, se non corrette in fase di crescita, potranno complicare notevolmente i futuri trattamenti. A questa fase di trattamento precoce spesso segue una terapia ortodontica in dentizione permanente (ovvero seconda fase), che inizia di solito intorno ai 10-11 anni e permette di coordinare in modo ottimale i rapporti dentali.

La contenzione

Terminata la fase attiva di trattamento, alla rimozione dell'apparecchiatura fissa, verrà consegnato e/o applicato l'apparecchio di contenzione più idoneo al caso. Lo scopo di tale dispositivo è di assicurare l'assestamento dei denti nella posizione acquisita dopo la terapia attiva permettendo alle ossa, ai muscoli e tessuti molli di adattarsi a questa nuova situazione. La durata della contenzione varia da soggetto a soggetto in rapporto all'età e alla gravità della malocclusione. Questa fase è di grande importanza quanto quella della terapia attiva e serve per evitare movimenti dentali non desiderati (dette recidive). Si deve tenere presente che indipendentemente dal fatto di essere stati sottoposti o meno a terapia ortodontica, i denti possono muoversi in ogni momento della vita a causa di tutte le forze che agiscono su di essi. Per questo non è possibile assicurare che i denti rimarranno in una posizione stabile per sempre e in alcuni casi con l'interruzione della contenzione potrebbero verificarsi dei piccoli disallineamenti dentali.

Il “rodaggio” dell’apparecchio ortodontico fisso

Qualsiasi dispositivo ortodontico genera forze che producono movimenti prestabiliti dei denti; tali forze possono talora provocare senso di indolenzimento o di tensione dopo 6-8 ore dall'applicazione destinati ad esaurirsi nel giro di 24-48 ore.Questa fase di adattamento può presentare anche piccoli problemi di irritazione delle labbra e delle guance e dolenzia dei denti interessati dall'apparecchiatura. Le labbra e le guance durante il primo periodo si troveranno a contatto con “corpi estranei”rappresentati dagli attacchi metallici ed il loro continuo sfregamento su di essi potrebbe essere causa di irritazione. Occorrono alcuni giorni perché si abituino a questo "fastidio" e, raramente,l'irritazione può essere accompagnata da una leggera ulcerazione.E' possibile stendere sugli attacchi una cera o silicone ortodontico, fornito dallo Studio, per proteggere labbra e guance. Se però l'apparecchio continuasse a dare fastidio è necessario fissare un appuntamento in urgenza al più presto.I denti diventano sensibili nel momento in cui una forza viene esercitata su di essi per spostarli.Questa sensibilità può variare da soggetto a soggetto e dura in media due/tre giorni; se, però,diventasse troppo forte, è consigliabile un analgesico leggero.Difficoltà nella masticazione possono comparire subito dopo il posizionamento dell'apparecchiatura, è consigliabile perciò privilegiare cibi morbidi.

La dieta con l’apparecchio ortodontico fisso

In presenza dell’apparecchio ortodontico fisso è consigliabile evitare abitudini alimentari che possano determinare rotture dell’apparecchio o rischi di infiammazioni e carie. Sono da evitare cibi particolarmente duri (noccioline, olive col nocciolo, carote crude intere, ecc.). Non si deve strappare il cibo con i denti anteriori ma tagliare a pezzetti e masticare con i denti posteriori in modo tale da non sottoporre gli attacchi ortodontici (cioè le piastrine dell’apparecchio fisso) a carichi eccessivi. Per lo stesso motivo evitare di morsicare penne e matite.Da evitare inoltre chewing-gum, caramelle gommose e tutto ciò che si può appiccicare all’apparecchio. E’ importante ridurre i cibi ad alto contenuto di zuccheri puri (miele, caramelle, marmellate, ecc.) e soprattutto non mangiarli prima di andare a dormire, a meno di non andare subito a lavarsi i denti, perché durante la notte la riduzione della salivazione aumenta il rischio di aggressione ai denti.

Igiene Orale

I dispositivi ortodontici non sono responsabili dell'insorgenza di carie ma a causa della loro presenza i residui alimentari e la placca batterica vengono trattenuti più facilmente aumentando la possibilità di lesioni cariose, inoltre possono insorgere stati infiammatori dei tessuti gengivali con gonfiore e dolenzia accompagnati da sanguinamento. I denti sporchi tendono a cariarsi più facilmente, le gengive diventano gonfie e sanguinanti e l'alitosi fa cattivo. E' quindi necessario mantenere sempre una corretta igiene orale, a maggior ragione quando si ha in bocca un apparecchio ortodontico che facilita il deposito della placca e rende più difficoltosa la pulizia dei denti. Il risultato e la rapidità di una cura con apparecchio ortodontico sono anche in rapporto alla qualità dell'igiene orale.Non è assolutamente vero che con l'apparecchio ortodontico in bocca "non è possibile lavare bene i denti", questa è la scusa di chi non ha compreso l'importanza della propria dentizione! E' necessario lavarsi i denti almeno tre volte al giorno, dopo ogni pasto principale, spazzolando tutti i denti per almeno due minuti. E’ opportuno iniziare la pulizia applicando lo spazzolino sulle gengive, ovviamente senza premere eccessivamente, e passando quindi sulla superficie del dente. Ogni singolo dente deve essere spazzolato ovunque quasi come se fosse un soprammobile a cui togliere la polvere.Se si hanno in bocca apparecchiature fisse è necessario pulire molto bene tra dente e gengiva ed attorno agli attacchi dell'apparecchio, muovendo lo spazzolino in ogni direzione e cercando di allontanare lo sporco dalla gengiva. E’ consigliabile l'uso di spazzolini ortodontici che, essendo scanalati nel mezzo, facilitano la pulizia attorno all'apparecchio; valida alternativa è lo spazzolino elettrico, a condizione che la testina sia piccola. Lo Studio fornirà uno spazzolino appositamente dedicato alla pulizia degli spazi dentali tra gengiva ed apparecchio che va utilizzato in aggiunta allo spazzolino ortodontico normale. E' possibile che, nel caso di gengive infiammate, la pulizia dei denti provochi sanguinamento e dolore: in questo caso bisogna vincere la paure e continuare a spazzolare per far guarire le gengive in pochi giorni. La mancanza di pulizia farà altrimenti sì che il gonfiore aumenti e con esso il dolore, per cui le zone più a rischio diventeranno sempre le meno pulite.Nel corso del trattamento ortodontico le sedute di igiene orale professionale sono fondamentali: non bisogna pensare che l’igienista non possa eseguire un lavoro corretto in presenza di apparecchio ortodontico fisso!

Pulizia dell’apparecchio mobile

Lavare l’apparecchio con uno spazzolino speciale (tipo quelli da unghie) o con uno spazzolino da denti normale, utilizzato però solo per quello scopo. E’ opportuno pulire l’apparecchio ogni volta che ci si lava i denti.Va dedicata all’apparecchio la stessa cura con cui si puliscono i denti: infatti la placca ed il tartaro si depositano anche sull’apparecchio e possono causare irritazioni ed infezioni alle gengive o al palato, con la conseguenza di una sospensione della terapia ed un allungamento dei tempi di cura.Utile in caso di formazione di depositi di tartaro il “rimedio della nonna”, ovvero bagnare l’apparecchio con del succo di limone, lasciare agire per una mezz’ora e poi spazzolarlo e sciacquarlo abbondantemente.

Durata della terapia ed emergenze

La durata di una cura ortodontica è molto variabile in rapporto all’età del paziente, alla gravità della malocclusione, al tipo di terapia necessaria e non ultimo alla volontà di collaborazione del paziente. Al termine delle visite iniziali viene data una previsione di durata che, come tutte le previsioni, può essere imprecisa, sia in difetto che in eccesso. Tuttavia la collaborazione del paziente e dei genitori,la puntualità ed il rispetto degli appuntamenti e la preventiva comunicazione di problemi od emergenze evitano perdite di tempo che, sommate, possono allungare notevolmente i tempi di cura. E’ possibile che:
• un attacco o una banda si stacchino;
• un filo metallico punga la guancia;
• non si riescano ad inserire gli elastici;
• non si riesca a portare un apparecchio mobile;
• un dente o la gengiva facciano male.
Se capitassero questi o molti altri imprevisti telefonate subito alla Studio in modo da risolvere il problema al più presto o conservare un tempo sufficiente all’appuntamento successivo. Un’urgenza infatti deve essere risolta tempestivamente: per questo motivo ha il diritto di essere ricevuta in Studio anche fuori appuntamento. Ciò potrà provocare ritardi nei controlli dei pazienti successivi che dovranno avere pazienza pensando che, se un giorno l’urgenza capitasse a loro, riceveranno lo stesso trattamento preferenziale.

Alla fine della cura

Alla fine della cura è fondamentale mantenere sempre un ottimo livello di igiene orale, eseguire visite di controllo sia odontoiatriche che ortodontiche ed evitare abitudini viziate che possano compromettere la nuova posizione dei denti: è sconveniente mordersi le labbra, succhiarsi il dito,rosicchiarsi le unghie o mordere per abitudini oggetti comuni (matite, penne, gomme, ecc.).

E per ultimo alcune gentili richieste...

• Spegnere per favore il cellulare durante le visite ed i controlli! Non si tratta solo di interferenza coni computer ma anche e soprattutto di interferenze con l’attività e con il dialogo con i genitori.
• Non condurre animali nelle stanze operative. Se possibile non venire in Studio con i cani, ma se cioè indispensabile l’animale deve restare in sala d’attesa o in reception.
• Si sa che tra scuola, palestra, catechismo e vari altri impegni i bambini oggigiorno hanno agende più ricche delle nostre, per cui per appuntamenti particolarmente lunghi quali visite di inizio cura o sedute di applicazione di apparecchiature potrà essere richiesto “una tantum” un orario mattutino: questo permette di svolgere più lavoro in un’unica seduta lavorando con calma, facendo risparmiare una visita e quindi accelerando i tempi di cura.
• Per instaurare il miglior rapporto possibile con il paziente, soprattutto se si tratta di un bambino, si richiede ai genitori di attendere il termine delle visite del figlio in sala d’attesa: è importantissimo il dialogo diretto con il paziente, non mediato dai genitori, al fine di ottenere massima collaborazione e fiducia. Un buon approccio iniziale permetterà di superare la paura del dentista per tutta la vita!